Nel contesto degli studi di Béchamp e della biochimica classica dell’epoca (come quella di Lehmann), le fermentazioni non erano solo processi industriali per produrre alcol o aceto, ma erano la chiave per comprendere come la vita stessa si trasforma. Béchamp dimostrò che ogni fermentazione è l’atto metabolico di un essere vivente (il microzima o il fungo/batterio che da esso deriva) che agisce su un terreno specifico. Ecco le principali fermentazioni analizzate nelle opere di Béchamp, con i relativi risultati:
- È la più celebre, quella che scatenò la disputa tra Béchamp e Pasteur. Agente: Saccharomyces cerevisiae (lievito di birra) o i microzimi dell’uva. Substrato: Zuccheri (glucosio, fruttosio). Risultato: Alcol etilico (etanolo) e Anidride carbonica (CO2). Il punto di Béchamp: Egli dimostrò (prima di Pasteur) che il lievito è un essere vivente che “mangia” lo zucchero e “secerne” l’alcol come prodotto del suo metabolismo.
- Fermentazione lattica: Si verifica tipicamente nel latte, ma anche in altre matrici, quando soluzioni zuccherine entrano in contatto con membrane e tessuti animali. Il risultato principale è la produzione di acido lattico. Béchamp dimostrò che i microzimi del latte sono gli agenti interni responsabili di questo processo. Fondamentale per lo studio del latte e della fatica muscolare. Agente: Microzimi del latte o batteri lattici. Substrato: Lattosio (zucchero del latte) e altri zuccheri. Risultato: Acido lattico. Osservazione medica: Béchamp collegò questa fermentazione ai processi che avvengono nel sangue e nei muscoli (come notato anche da Lehmann), spiegando l’acidificazione dei tessuti durante la malattia.
- Fermentazione acetica: Spesso accompagna altri processi fermentativi. Il risultato è la formazione di acido acetico. Il processo che trasforma il vino in aceto. Agente: Mycoderma aceti (oggi Acetobacter). Substrato: Alcol etilico. Risultato: Acido acetico e acqua. L’intuizione: Béchamp notò che se il “terreno” (il vino) cambiava o veniva esposto all’aria, i microzimi cambiavano funzione, passando dalla produzione di alcol alla sua distruzione per creare aceto.
- Fermentazione butirrica: Studiata da Béchamp specialmente attraverso l’azione dei microzimi della fibrina sull’amido. I risultati includono acido butirrico, spesso accompagnato da un rilascio di gas composto da acido carbonico e idrogeno. Quella che causa l’irrancidimento del burro e certi processi intestinali. Agente: Vibrioni o batteri anaerobi. Substrato: Acido lattico o zuccheri, in assenza di ossigeno. Risultato: Acido butirrico, Idrogeno e CO2. Importanza clinica: È legata alle putrefazioni intestinali e ai disordini digestivi nel chilo, dove i microzimi agiscono in modo anomalo a causa di un terreno tossico.
- 5. Fermentazione Ammoniacale (o Ureica). Cruciale per lo studio del sangue e delle urine (collegamento con Grimaux e le ureidi). Agente: Micrococcus ureae. Substrato: Urea. Risultato: Carbonato d’ammonio. Significato: Béchamp utilizzò questo processo per spiegare come il corpo elimina le scorie azotate attraverso l’azione dei microzimi renali.
- Fermentazione putrida (o putrefazione): Considerata un fenomeno complesso di alterazione della materia organica naturale. Se avviene al riparo dai germi dell’aria, è operata dai microzimi interni e può portare alla produzione di leucina, tirosina e vari acidi grassi, riducendo infine la materia allo stato minerale (acqua, azoto, acido carbonico).
Risultati specifici dei microzimi della fibrina. In esperimenti dettagliati condotti su amido, i microzimi isolati dalla fibrina del sangue hanno dimostrato di poter agire contemporaneamente come fermenti alcolici, acetici, lattici e butirrici. Béchamp sottolinea che il tipo di risultato dipende dalla natura specifica dei microzimi coinvolti (che variano tra organi e specie diverse) e dalle condizioni dell’ambiente, come la temperatura o la presenza di ossigeno.
La visione rivoluzionaria di Béchamp
Per Béchamp, queste fermentazioni non avvenivano solo “fuori” (nel tino del vino), ma avvenivano continuamente “dentro” di noi:
La putrefazione: È l’ultima fermentazione. Quando l’organismo muore, i microzimi, non più coordinati, fermentano il corpo stesso per restituire gli elementi alla natura.
La digestione come fermentazione: Béchamp sosteneva che la digestione fosse una serie coordinata di fermentazioni operate dai microzimi dei succhi gastrici.
La malattia come fermentazione morbosa: Quando il terreno si altera (per freddo, trauma o cattiva alimentazione), i microzimi smettono di compiere fermentazioni utili (fisiologiche) e iniziano a produrre sostanze tossiche (fermentazioni patologiche), trasformandosi in batteri.