Durante il XIX secolo, il dibattito sulla natura della vita e della struttura biologica era dominato da diverse teorie cellulari e protoplasmatiche. La teoria microzimica di Antoine Béchamp si contrappose radicalmente
a queste visioni, proponendo un’unità vitale ancora più piccola e fondamentale della cellula: il microzima.
Ecco le principali teorie dell’epoca e il modo in cui la visione di Béchamp le mise in discussione:
1. La Teoria Cellulare (Virchow e Schwann)
La dottrina dominante, sostenuta da scienziati come Rudolf Virchow, considerava la cellula come l’unità vitale elementare e indivisibile di ogni essere vivente (omnis cellula e cellula). Secondo questa visione, la cellula era il punto di partenza dell’organizzazione e della patologia.
- La contrapposizione di Béchamp: Egli sosteneva che la cellula non fosse l’unità vitale più semplice, poiché essa stessa è composta da elementi anatomici ancora più piccoli: i microzimi. Mentre la cellula è una struttura transitoria che può distruggersi spontaneamente, il microzima è fisiologicamente imperituro e sopravvive alla morte della cellula e dell’intero organismo.
2. La Teoria del Protoplasma (Mohl e Huxley)
Molti scienziati dell’epoca (come Hugo Mohl e Thomas Huxley) ipotizzavano l’esistenza del protoplasma, una sorta di “materia vivente” amorfa, non strutturata e priva di forma specifica, definita solo dalla sua composizione chimica.
- La contrapposizione di Béchamp: Béchamp rifiutava l’idea di una vita legata a una massa chimica informe. Per lui, la vita è indissolubilmente legata a elementi figurati e strutturati. Dimostrò sperimentalmente che il siero o il “protoplasma” privato dei microzimi è chimicamente inerte e inalterabile; sono solo i microzimi in esso contenuti a operare le trasformazioni vitali e le fermentazioni.
3. La Dottrina dei Tessuti di Bichat
Xavier Bichat aveva proposto che la vita risiedesse nei tessuti elementari (ne distinse 21) e che solo questi fossero realmente vivi nell’organismo.
- La contrapposizione di Béchamp: Pur ammirando Bichat per aver collegato la vita a elementi anatomici definiti, Béchamp estese questa logica fino alle estreme conseguenze: il tessuto (incluso il sangue, che definì tessuto fluido) è vivo solo perché contiene microzimi che ne assicurano il coordinamento e la nutrizione.
4. La Concezione di Pasteur e la Batteriologia
Louis Pasteur e i suoi seguaci vedevano le cellule del corpo (come i globuli rossi o del pus) come semplici “organiti” o prodotti passivi della vita, privi di autonomia riproduttiva. Per Pasteur, ogni alterazione o malattia era causata esclusivamente da germi esterni (microbi).
- La contrapposizione di Béchamp: Béchamp affermava che le malattie e le fermentazioni naturali “nascono da noi, in noi”. I batteri osservati nei tessuti malati non sono necessariamente invasori esterni, ma sono l’evoluzione morbosa dei microzimi interni, che cambiano forma e funzione quando il “terreno” (l’ambiente interno) viene disturbato.
Sintesi del confronto
| Concetto | Teorie dell’epoca (Virchow/Pasteur/Mohl) | Teoria dei Microzimi (Béchamp) |
| Unità minima | La Cellula (o il Protoplasma amorfo) | Il Microzima (strutturato e autonomo) |
| Durata | La cellula muore e scompare | Il microzima è imperituro |
| Malattia | Causata da germi invasori esterni | Causata da trasformazioni interne dei microzimi |
| Struttura | Vita possibile in materia non strutturata | Vita legata solo a forme morfologicamente definite |