Le scoperte di Antoine Béchamp si fondano su una distinzione rigorosa tra ciò che è chimicamente inerte e ciò che è biologicamente vivo, utilizzando il creosoto come strumento sperimentale per isolare l’azione dei microzimi e dei loro prodotti, le zimasi.
L’importanza del Creosoto
Il creosoto (o l’acido fenico) è stato fondamentale per Béchamp perché ha permesso di eliminare l’influenza dei germi presenti nell’aria senza distruggere la vita intrinseca della materia organizzata. Nelle sue ricerche, Béchamp osservò che:
- In dosi adeguate, il creosoto impedisce lo sviluppo dei germi esterni e delle muffe, rendendo l’ambiente sterile rispetto alle contaminazioni atmosferiche.
- Tuttavia, esso non impedisce l’azione dei fermenti già formati o la trasformazione spontanea della materia naturale (come il latte o il sangue), poiché non uccide gli agenti interni già presenti.
- In ambito terapeutico, funge da agente moderatore che può arrestare l’evoluzione morbosa dei microzimi senza ostacolare le funzioni fisiologiche dell’organismo.
Principi Immediati, Materia Organica e Corpi Organici
Attraverso l’uso del creosoto, Béchamp ha stabilito una distinzione capitale tra due tipi di sostanze:
- I Principi Immediati (Sostanze Chimiche): Sono composti chimicamente puri (come lo zucchero di canna, l’amido o l’albumina isolata) che i chimici chiamano “materia organica”. Béchamp dimostrò che queste sostanze sono naturalmente inalterabili: se trattate con creosoto e protette dai germi esterni, esse non fermentano né si putrefanno mai perché sono prive di vita propria.
- La Materia Organica Naturale (Corpi Organici): Sono i tessuti, gli umori e i materiali così come esistono negli animali e nelle piante (ad esempio il sangue o il latte). A differenza dei principi immediati, questi sono spontaneamente alterabili: anche se trattati con creosoto o protetti dall’aria, subiscono inevitabilmente processi di fermentazione e trasformazione. Questa alterabilità deriva dal fatto che contengono intrinsecamente i propri agenti viventi: i microzimi.
Le Zimasi (Fermenti Solubili)
Béchamp coniò il termine zimasi per designare i fermenti solubili (quelli che oggi chiamiamo enzimi), stabilendo una precisa gerarchia biologica:
- Esiste un rapporto di “prodotto-produttore”: la zimasi è il prodotto chimico solubile secreto da un organismo vivente organizzato e insolubile, come un microzima o una cellula.
- Le zimasi sono gli strumenti attraverso cui i microzimi operano le trasformazioni chimiche necessarie alla nutrizione (assimilazione e disassimilazione).
- Ogni sistema anatomico produce zimasi specifiche: Béchamp isolò la zitozimasi dal lievito, la nefrozimasi dai reni e l’emozimasi dal siero del sangue.
Sintesi dei tre concetti
L’unione di questi tre elementi costituisce il cuore della teoria microzimica: Il creosoto ha fornito la prova che la vita e l’alterabilità non appartengono alla materia chimica (principi immediati), ma solo alla materia naturale organizzata. Tale materia è viva perché contiene i microzimi, i quali, agendo come operai biochimici, secernono le zimasi per digerire e trasformare i principi immediati circostanti. In breve: il creosoto isola il sistema, dimostrando che la trasformazione della materia naturale non è un caso chimico o un attacco esterno, ma un atto fisiologico operato dai microzimi tramite le proprie zimasi.