Il Sangue e i Fenomeni della sua Alterazione: La Teoria Microzimica di Antoine Béchamp

Introduzione: Il Culmine di una Ricerca

L’opera di Antoine Béchamp sul sangue rappresenta il coronamento di decenni di ricerche instancabili che spaziano dalla chimica pura alla fisiologia e patologia. Questo lavoro, intitolato “Il Sangue e il suo Terzo Elemento”, non solo offre una spiegazione rivoluzionaria della coagulazione, ma consolida la sua “teoria microzimica”, un paradigma biologico radicalmente opposto sia alle teorie vitalistiche del protoplasma sia alla nascente teoria dei germi di Louis Pasteur. Béchamp dimostra che il sangue non è una semplice miscela di composti chimici, ma un tessuto fluido, vivo e complesso, la cui alterazione spontanea è un fenomeno intrinseco governato dai suoi stessi elementi anatomici fondamentali: i microzimi.

La Natura del Sangue: Un Tessuto Fluido

Contrariamente alla visione prevalente che considerava il sangue un liquido contenente elementi in sospensione, Béchamp lo definisce un vero e proprio “tessuto fluido”. Questa concezione si basa sulla scoperta e sulla caratterizzazione di tre elementi figurati distinti e di una sostanza intercellulare che li connette.

I Tre Elementi Figurati del Sangue

Anatomicamente, il sangue è composto da tre tipi di elementi organizzati e viventi:

  1. I Globuli Rossi: Considerati da Béchamp come vere e proprie cellule dotate di un involucro, un contenuto (l’emoglobina) e i propri microzimi. Dimostrò sperimentalmente la loro natura cellulare, osservando l’involucro dopo aver rimosso la materia colorante.
  2. I Globuli Bianchi: L’altro elemento cellulare noto del sangue.
  3. Le Granulazioni Molecolari (Il Terzo Elemento): Questa è la scoperta fondamentale di Béchamp e Estor. Si tratta di innumerevoli particelle che pervadono l’intera massa sanguigna e che rappresentano il vero agente della sua organizzazione tissutale e della sua successiva alterazione.

Il Microzima: L’Elemento Anatomico Fondamentale

Al centro della teoria di Béchamp vi è il microzima. Non è una cellula, ma l’elemento anatomico fondamentale, vivo, preesistente alla cellula e fisiologicamente imperituro.

  • Definizione: Il microzima è l’unità vitale più semplice, un fermento organizzato capace di evolvere in forme più complesse come i batteri in determinate condizioni ambientali.
  • Funzione: I microzimi sono gli agenti di tutte le trasformazioni chimiche all’interno di un organismo. Agiscono come fermenti, elaborando le sostanze nutritive per le cellule e i tessuti.
  • Onnipresenza: Esistono in tutti i tessuti e le cellule di ogni essere vivente, ab ovo. Sono anche i resti viventi di organismi passati, presenti nel suolo, nelle rocce calcaree e nell’aria.

La Struttura della Granulazione Molecolare

Il “terzo elemento” del sangue non è il microzima nudo, ma una struttura complessa:

La granulazione molecolare microzimica è costituita da un microzima centrale avvolto da un’atmosfera albuminoide mucosa e rigonfia. Questa atmosfera conferisce alla granulazione una densità simile a quella del siero, permettendole di rimanere sospesa e di occupare, insieme alle altre, tutto lo spazio non occupato dai globuli. È questa rete interconnessa di granulazioni che conferisce al sangue la sua struttura di tessuto fluido.

Il Fenomeno della Coagulazione Spontanea: Una Disorganizzazione Fisiologica

La spiegazione di Béchamp della coagulazione del sangue è una conseguenza diretta della sua concezione del sangue come tessuto.
Confutazione delle Teorie Precedenti: Béchamp rifiuta l’idea che la fibrina sia un “principio immediato” preesistente e disciolto nel plasma, che precipita dopo il salasso. Se così fosse, non si spiegherebbe la successiva retrazione del coagulo.
La Spiegazione di Béchamp: La coagulazione non è un fenomeno chimico di precipitazione, ma un fenomeno fisiologico di disorganizzazione del tessuto.

  1. Cambiamento delle Condizioni: Quando il sangue lascia i vasi, i suoi elementi anatomici sono posti in condizioni di esistenza innaturali.
  2. Agglutinazione delle Granulazioni: L’atmosfera albuminoide delle granulazioni molecolari si condensa, perde la sua struttura mucosa e si agglutina. Le granulazioni si legano tra loro.
  3. Formazione del Coagulo (Fibrina): Questa massa agglutinata di atmosfere albuminoidi, che intrappola i microzimi e i globuli, costituisce il coagulo, ovvero la fibrina. La fibrina non è una sostanza chimica pura, ma una “falsa membrana con microzimi”.
  4. Retrazione ed Espulsione del Siero: Il coagulo si contrae (retrazione), espellendo il liquido intergranulare, che diventa il siero. Questo atto di contrazione è la prova della sua natura organizzata e non di una semplice precipitazione chimica.

L’Alterazione Spontanea del Sangue e degli Altri Tessuti

Ciò che segue la coagulazione è una serie di trasformazioni che Béchamp descrive come alterazioni spontanee, guidate dagli stessi microzimi del sangue.

L’Esperimento Chiave con il Creosoto

Per distinguere l’alterazione interna da quella causata da contaminanti esterni (i “germi dell’aria” di Pasteur), Béchamp utilizzò il creosoto.

  • Principi Immediati: Una soluzione di principi immediati (es. acqua e zucchero, o miscele albuminoidi) trattata con creosoto rimane inalterabile a contatto con l’aria, perché il creosoto impedisce lo sviluppo dei germi aerei.
  • Materia Organica Naturale: Al contrario, la materia organica naturale (sangue, latte, fegato, uova), anche se trattata con creosoto e protetta dai germi aerei, si altera spontaneamente.

Questa differenza fondamentale dimostra che l’agente dell’alterazione della materia organica naturale non proviene dall’esterno, ma è inerente alla sua stessa sostanza: i suoi microzimi.

Le Fasi dell’Alterazione del Sangue

  1. Prima Fase (Coagulazione): La disorganizzazione del tessuto e la formazione della fibrina.
  2. Seconda Fase (Alterazione Chimica): Inizia quando il siero si colora di rosso, indicando la distruzione dei globuli rossi e la liberazione dell’emoglobina. I microzimi, ora in un ambiente alterato, iniziano a funzionare come fermenti attivi, trasformando le sostanze presenti e producendo alcol, acido acetico e altri composti.
  3. Terza Fase (Evoluzione Anatomica): Se le condizioni lo permettono, i microzimi del sangue possono evolvere in forme più complesse, come vibrioni e batteri. Questi non sono organismi esterni invasori, ma il risultato dell’evoluzione degli elementi anatomici del sangue stesso.

I Microzimi come Agenti della Vita e della Malattia

La teoria di Béchamp sul sangue è un’applicazione della sua visione più ampia della biologia, che ha profonde implicazioni per la patologia.

La Specificità Funzionale dei Microzimi

Béchamp dimostrò che i microzimi non sono tutti uguali. Quelli di tessuti diversi possiedono proprietà funzionali distinte. Ad esempio, misurando la loro capacità di decomporre il perossido di idrogeno, scoprì che i microzimi del sistema circolatorio (sangue, polmoni, fegato) erano significativamente più attivi di quelli di altri tessuti (cervello, ossa, cartilagine), dimostrando una specializzazione legata alla loro funzione fisiologica.

L’Origine Endogena delle Malattie

In netto contrasto con la teoria microbica, che postula un agente patogeno esterno come causa unica della malattia, Béchamp riprende l’antico aforisma: “Le malattie nascono da noi e in noi”.

  • La Malattia come Processo: La malattia non è un’entità estranea, ma uno stato alterato dell’organismo. Inizia con un “disturbo funzionale” o una “de-coordinazione” (concetto di Antoine Cros) che modifica l’ambiente interno.
  • Evoluzione Morbosa: Questo cambiamento ambientale induce i microzimi di un dato tessuto a modificare la loro funzione normale e, potenzialmente, a evolvere in forme batteriche. Il batterio associato a una malattia (es. il batteridio del carbonchio) non è la causa, ma la conseguenza e la manifestazione della malattia.
  • Il “Coefficiente Individuale”: Per spiegare perché non tutti si ammalano allo stesso modo, Béchamp adotta il concetto del Dott. A. Tripier di “coefficiente individuale”. Questo rappresenta la somma delle resistenze e delle predisposizioni di un individuo, determinate dalla costituzione funzionale dei suoi microzimi. Confuta l’idea di una “causa unica”, che è definita “una causa nulla” perché ignora lo stato del terreno, ovvero l’organismo.

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